Da Tuttoscuola.com – 27/12/2013 – ”In Italia, nel 2011, la percentuale di laureati di 30-34 anni sul complesso della popolazione è pari al 20,3%; una quota ancora molto distante dagli obiettivi europei fissati per il 2020 (40%) e dalla media Ue (34,6%)”: lo ha detto Andrea Cammelli, direttore di AlmaLaurea, il Consorzio interuniversitario al servizio dei laureati, delle Università e delle imprese, riferendosi ai dati diffusi dall’Istat.

Eppure, ha sottolineato Cammelli, ”pur con le difficoltà iniziali di inserimento, la laurea ha garantito finora migliori esiti occupazionali rispetto al diploma di scuola secondaria superiore (+12%), migliori retribuzioni (+50%), e maggiore corrispondenza tra competenze richieste e quelle possedute nello svolgimento delle proprie mansioni”.

Per i laureati tra i 25 e i 34 anni, infatti, la disoccupazione tra il 2008 e il 2012 è aumentata del 46%, mentre per i diplomati della medesima fascia di età è cresciuta quasi del doppio (+85%). Ma sullo scarso numero di laureati – ha spiegato il direttore di AlmaLaurea – ha influito anche “una spesa per l’istruzione e la ricerca universitaria decisamente inferiore alla media Ocse ed europea”, spesa ulteriormente ridotta in misura sensibile negli ultimi anni, a differenza di quanto accaduto in altri Paesi.