Da OrizzonteScuola.it – 09/12/2013 – Dopo le dimissioni del Presidente Sestito, il Ministro ha nominato una commissione di saggi che avrà il compito di selezionare le candidature a presidente dell’istituto. Ma i membri nominati hanno suscitato qualche polemica.

I membri della Commissione sono Tullio de Mauro, Benedetto Vertecchi, Clotilde Pontecorvo, Cristina Lavinio e Giorgio Israel. Le polemiche sorgono dal fatto che alcuni hanno mostrato delle posizioni alquanto critiche nei confronti dell’uso dei test.

In questi anni l’istituto è stato gestito da uomini di Bankitalia, da Sestito, Presidente dimissionario, al suo predecessore, Cipollone.

Cosa accadrà adesso?

Al momento tra le indicazioni fornite spicca che l’Invalsi dovrà essere: una struttura esterna, indipendente e tecnico-professionale. Ma il Ministro ha più volte espresso la volontà di rivedere il ruolo dell’Invalsi e la scelta degli uomini che compongono la commissione per la scelta del Presidente hanno fatto presagire, a molti, una volontà di mutare radicalmente la rotta del ruolo dell’Invalsi.

Ultimo, ma solo in ordine di tempo, Andrea Ichino, assertore della necessità di un efficace sistema di valutazione, che in un articolo sul Corriere ha affermato: “È lecito immaginare che un comitato con queste posizioni sceglierà un presidente che cambierà radicalmente la faccia dell’Invalsi e porrà fine alle misurazioni standardizzate introdotte negli anni recenti, per passare ad altre forme di valutazione delle scuole sulle quali fino a ora si sono sentite solo idee molto vaghe e confuse. Questa decisione lascia perplessi soprattutto per il metodo con cui è stata presa”.

Perché il “no” ad una sistema di autovalutazione? Nello stesso articolo, Andrea Ichino risponde alla nostra domanda: “è una soluzione molto comoda per tutti i problemi della scuola italiana: con l’autovalutazione saremo tutti bravissimi”.

Cosa accadrà adesso? La parola passa alla “Commissione dei saggi