Da Miur.it – 03/10/2013 – “Penso che quella della Scuola Media Unica sia stata la più grande riforma della scuola italiana dal Dopoguerra a oggi e che ne dobbiamo essere orgogliosi. Fu un grande elemento di democrazia e di apertura e dovremmo anche riprenderne i fondamenti, non trascurando di valutare la qualità della nostra scuola di massa e della formazione”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, in occasione del 50° anniversario della riforma della Scuola Media Unica. Il 31 dicembre del 1962 veniva infatti approvata la legge di riforma della Scuola Media che diventava obbligatoria e gratuita per tutti i ragazzi e le ragazze dagli 11 ai 14 anni. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il 31 gennaio del 1963, il primo ottobre 1963 l’avvio delle lezioni per 600.000 alunni di ogni estrazione sociale. Dopo la Riforma Gentile quella della Scuola Media Unica è stata la prima, grande, riforma democratica. “L’idea che tutti dovessero fare questi tre anni di studio fu un’idea di grandissima portata”, ha aggiunto il ministro Carrozza. Con l’avvio della Scuola Media Unica, nata a seguito di un vitale dibattito parlamentare, il nostro Paese dava infatti avvio ad una fase importante di mobilità sociale e di emancipazione civile.

Alla base della nuova legge alcuni articoli mai attuati della Costituzione, in particolare l’articolo 34 che prevedeva l’istruzione obbligatoria per tutti per almeno otto anni. ‘La Scuola Media concorre a promuovere la formazione dell’uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l’orientamento dei giovani ai fini della scelta dell’attività successiva’, recita l’articolo 1 della legge che ha istituito la Media Unica. La nuova Scuola Media riunificava in un unico ambito le possibilità presenti dopo il ciclo primario che obbligava gli studenti anche ad una scelta di vita troppo precoce. Prima del 1963, infatti, per la fascia di età compresa fra gli 11 e i 14 anni era prevista la scelta fra una Scuola Media triennale, istituita dalla riforma Bottai nel 1940, o altre specializzazioni professionalizzanti. Ma mentre la Media triennale, a cui si accedeva con un impegnativo esame di ammissione, consentiva il successivo proseguimento degli studi in tutti i settori dell’istruzione secondaria superiore, i percorsi professionalizzanti no. Con la nuova legge veniva anche abolito l’esame di ammissione alla scuola media, mentre la Licenza media conseguita con il superamento dell’Esame finale permetteva la successiva iscrizione a tutti gli indirizzi di istruzione superiore.